C’È UNA PORTA CHE SI APRE SEMPRE ANCHE DI NOTTE

Si sa che cosa succede, ma non si sa perché succede. In questi casi qua si dice Siamo nel campo delle ipotesi, che deve essere un campo niente male il campo delle ipotesi, che ci puoi incontrare Jim Morrison che non è morto ma ha aperto un bar con Elvis. Per esempio.

Non ho fatto il corso da commissario, però mi ricordo che prima di cena c’erano Derrick e Colombo e allora la prima regola la so anche io. La prima regola dice Partire dai fatti.

I fatti sono che nella cittadina di T. c’è il condominio G. G dal nome della via, la via dal nome di uno che è stato prima in un posto poi in un altro e poi in un altro ancora e così via, fino a che non è tornato in Italia e ha detto Bella l’Italia però c’è troppa confusione facciamo che l’Italia è una sola e allora sono partiti lui e altri 999, poi c’era il re che ancora non era il re di tutta l’Italia ma deve avere pensato che era una buona idea quella Facciamo che l’Italia è una sola e allora ha dato una mano. Insomma, G. quello lì.

Nella palazzina B ci sono 5 piani e c’è l’ascensore e ci sono le scale. Le scale e l’ascensore vanno negli stessi posti. Ogni tanto salendo le scale ci sono delle porte che danno su dei balconi. Di solito le porte sono chiuse. E non solo nel condominio G, dappertutto. Quel tipo di porte lì, di solito, sono chiuse. Però c’e ne è una, nella palazzina B, che è aperta. Sempre aperta. Perché? Non si sa. Hanno provato a chiuderla, e chiudersi si chiude, però poi, dopo un po’, la ritrovano aperta. Chi l’ha aperta? Non si sa.

Ho parlato con chi vive nella palazzina B. C’è un po’ di tutto.

C’è un dottore al piano terra che però fa anche il dentista, e c’è una signora della porta accanto che non c’entra niente con la nouvelle vague, ma c’entra con il dentista nel senso che è la madre del dentista. La signora si chiama La Soglia. La Soglia di nome e di fatto, che sulla soglia ci vive. Quando sono entrato nel palazzo lei mi aspettava, appena dietro l’uscio socchiuso. Io lo vedevo che era socchiuso, vedevo la striscia di buio tra la porta e lo stipite. La striscia si è allargata e quando è stata grande abbastanza per farci passare la signora, la signora era lì. Mi ha fatto un sacco di domande, una roba lunga, che se questo fosse un pezzo su di me, per dire, basterebbe metterci dentro quelle domande lì e le risposte e sarebbe già bell’e pronto. Invece non è un pezzo su di me è un pezzo su qualcosa che non si capisce perché.

Ho chiesto alla signora La Soglia della porta che sta su, tra il quarto e il quinto piano, ed è sempre aperta. Dice che lei non lo sa, perché vive al piano terra e su non ci va mai, al massimo sale al primo balcone. Al primo balcone ci tengo i gerani, mi dice. Abbassa la voce, Secondo me, è colpa della signora Inda Camera. La signora Inda Camera sta al quinto piano. Quella là, mi dice, è cattiva. Cattiva perché? Cattiva perché è pugliese. Va bene, le dico.

Ho preso l’ascensore e sono salito al quinto piano. Mezzo piano più in basso c’era la porta aperta sul balcone. Sono sceso e ho guardato fuori. Un pezzo di un campo e poi alberi e condomini gialli, più alti e più grandi. Ho controllato se c’era qualcosa che bloccava la porta, ma no. L’ho chiusa e ho aspettato. Nessuno si è fatto vivo. La porta è rimasta chiusa. Sono risalito per tornare all’ascensore. L’appartamento di fianco aveva una targhetta sulla porta, c’era scritto Inda Camera. Ancora più a sinistra c’era un’altra porta, niente targhetta. Sul muro c’era un campanello, sul campanello le iniziali R.B. e un numero di telefono. Ho suonato, ma non ha aperto nessuno. Ho telefonato, ma il telefono ha detto che il numero non esiste. Dal basso è arrivato una specie di freddo. Mi sono girato e la porta era aperta.

Al terzo piano c’è una famiglia del Maghreb. Da tre ai quindici componenti, dipende dai giorni. Così almeno dice la vedova Ciaocaro, terzo piano anche lei. La vedova Ciaocaro è di Ferrara.Nata a Ferrara. Mi ha detto che ci sono dei giorni che sente arrivare da sopra una specie di freddo. Le ho chiesto. È mai salita a chiudere la porta? Una volta che era notte, che ero stata a ballare il liscio. Poi? Poi io mi alzo presto, che non dormo quasi mai, mi alzo presto, diciamo le 5. Mi è venuta in mente la porta e sono uscita in vestaglia. C’era un freddo che veniva giù da sopra. Una specie di freddo. Ho chiesto alla vedova Ciaocaro della signora Inda Camera. La signora Inda Camera è una brava donna, mi dice. Una donna simpatica, che i pugliesi sono sempre simpatici. Le ho detto quello che dice la signora La Soglia. La signora La Soglia non è una brava persona. È invidiosa. Invidiosa perché? Invidiosa perché è di Torino. Va bene, le dico.

Ho pensato che potevo salire ancora a chiudere la porta e poi suonare alla signora Inda camera, ma la vedova Cioacaro mi ha detto che la signora Inda Camera non c’era. Avevo pensato a voce alta, si vede.

La signora Inda Camera è partita 10 giorni fa. È andata a Gallipoli. A Gallipoli ci vive la sorella.

Al quarto piano non c’è mai nessuno. Giovani. I giovani sono sempre in giro. E infatti io suono tre volte, una per appartamento, ma non risponde nessuno.

I fatti sono che c’è una porta che è sempre aperta, ma non si sa chi la apre. La puoi chiudere, ma si apre. Qualcuno la apre, ma non si sa chi.

Una porta che sta sempre aperta d’estate non è un problema, ma d’inverno mica sei tanto contento.

Ho preso ancora l’ascensore e sono andato a chiudere ancora la porta, ma senza aspettare poi più niente. Sono sceso a piedi. Tra il terzo e il secondo piano ho sentito un scatto come di serratura e una specie di freddo.

Magari è solo che si chiude male, ho pensato.

Ho salutato la signora la Soglia che tanto era lì a tenere d’occhio l’ingresso.

Appena fuori, mi è suonato il telefono. Ho guardato ed era il numero che c’era sul campanello, quello al quinto piano.

Mica ho risposto.

Keisuke Yamato, Nihilismi#1

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