CATWOMAN Vs CATWOMAN

CATWOMAN VS. CATWOMAN

Gotham City, Ore 12:47

“Pronto?”

“Sì, pronto?”

“Ciao, chi sei?”

“Ciao Patience, sono Eva.”

“Allora Eva, per cosa chiami: amore? Lavoro?…”

“Vorrei sapere se il mio ex tornerà da me.”

“Va bene Eva, che segno sei?”

“Gemelli.”

“Quanti anni hai?”

“Quarantetre.”

Patience Phillips prese le prime cinque carte del mazzo che teneva tra le mani, le dispose sul tavolo davanti a sé in modo che formasse un semicerchio, una per volta, da sinistra verso destra le mise sul dorso, le consultò per qualche istante, poi guardò dritto dentro la telecamera e con serietà estrema sentenziò: “Mi dispiace, Aldous non tornerà.”

“Come fai a sapere che si chiama Aldous?!”

“Cara Eva a volte le carte sono come geroglifici, hanno bisogno di tempo per essere interpretate correttamente. Altre volte invece, come in questo caso, rivelano molto già alla prima lettura.”

“Allora dimmi: resterò per sempre sola o…”

“No, molto presto farai un viaggio…”

“E’ vero!”

“Durante questo viaggio incontrerai un uomo dolcissimo, vi amerete da subito.”

“Davvero?! E sarà per sempre?!”

“Questo non so ancora dirtelo. Per queso dovresti venire al mio studio. Va bene cara?”

“Va bene Patience! Grazie!”

“Grazie!”

“Grazie a te. Ciao, a presto!”

Questa telefonata era una farsa.

“Pronto?”

Un amo con un grosso verme lanciato nell’etere.

“Ciao Patience, sono Bob, ho trentaquattro anni, sono del segno dei Pesci e vorrei sapere a ottenere una promozione.”

Qualcuno avrebbe abboccato.

“Che lavoro fai Bob?”

Era provato.

“Sono un grafico pubblicitario”

“Va bene, vediamo un po’ cosa ci dicono le carte…”

Ogni domenica mattina dalle 12 alle 13, sentieri astrali-il futuro scorre tra le mani di Patience Phillips (Cartomante Sensitiva Astrologa) andava in onda su una piccola, ma agguerrita emittente televisiva: la 3KeysTV. Durante ogni trasmissione due telefonate truccate (nel gergo dello staff dette I e II Guida) venivano inserite tra le prime e le ultimissime chiamate per incoraggiare i telespettatori a comporre l’888-765765, oppure l’888-765764*.

“Le carte dicono che dovrai aspettare ancora un po’. Stiamo parlando di sei, otto mesi. Forse anche un anno.”

La I Guida serviva a stimolare i telespettatori a seguire, ed eventualmente intervenire nel programma in corso.

“Così tanto?! Ma poi ce la farò, vero?!”

La II Guida ad agganciare chi si fosse messo in ascolto a trasmissione quasi conclusa.

“Purtroppo al momento le carte non mi dicono altro. Per avere informazioni più precise dovresti passare dal mio studio. Ok, Bob?”

Il resto del lavoro lo avrebbero svolto le due centraliniste durante le due ore, due ore e mezza successive.

“Ok, ci penso. Grazie Patience. Buona domenica.”

“Buona domenica anche a te Bob!”

L’accordo con la società telefonica So FAST So GOOD So WELL era solo un piccolo aspetto della truffa ideata da Patience Phillips dicianove mesi prima.

“Dalla regia mi fanno cenno che non c’è più tempo per altre telefonate. Per ciò cari amici, vi ricordo che per venire al mio studio basta chiamare uno dei due numeri in sovraimpressione.”

Il meccanismo veramente diabolico della faccenda scattava quando qualcuno particolarmente bisogno di certezze fissava, per il tramite di Judy o Cintia, un appuntamento con Patience.

“Avete due ore a partire da adesso.”

Tra una consultazione ed un’altra venivano fatte passare almeno un paio di settimane.

“Va bene, amici?”

Il tempo necessario all’investigatore privato Thomas Wyndorf (inserito nel libro paga sotto la voce “aiuto regia”) di trovare tutte le informazioni indispensabili per rendere assolutamente credibili i cosiddetti Poteri della Cartomante Sensitiva Astrologa Patience Phillips.

“Vi auguro una settimana di una straordinaria serenità. Ciao, a presto!”

Il doratissimo sole nascente su un prato di margherite alle spalle di Patience implose da prima in un puntino bianco, subito dopo, svanito anche quello, in una schermata vuota, nera.

Dal cassetto centrale della scrivania Patience estrasse un posacenere di cristallo del Philips Morris Hotel ed un pacchetto di Gauloises Rosse. Lo aprì, lo fisso con sguardo vacuo per una manciata di secondi, poi lo riuschiuse e, facendogli tracciare nell’aria un arco invisibile, lo getto accanto al telefono.

Era stanca di tutto. Dov’era finito quel leggero brivido di sadismo che il raggiro degli scarti dell’umanità sapeva darle? Dove l’eccitazione nel rubare un’opera d’arte, come la volta in cui riuscì a sottrarre Angoscia ai ladri, che solo undici ore prima l’avevano a loro volta magstralemente trafugato dal Munch Museum? Come tutti gli esseri dall’animo estremamente inquieto, anche lei aveva bisogno ogni giorno di qualcosa di nuovo, di qualcosa di diverso per andare oltre…

Quasi con furia Patience Phillips riprese in mano il pacchetto di Gauloises, lo aprì, ne estrasse una afferrandola con i denti, si fece scivolare l’accendino sulla mano libera, mise giù il pacchetto e accese la diciottesima sigaretta del giorno. A quel punto il suo cellulare vibrò una, due, tre…

“E adesso chi è?!”

Cinque, sei…

“Va bene va…”

Otto, nove volte.

“Che vuoi Parker?”

“Non sono Peter, sono Bruce. Soltanto perché sul display ha lampeggiato il suo nome non significa che debba essere per forza lui…”

“Wayne, hai chiamato per rompere il cazzo così, in generale, o avevi qualcosa in particolare per stressarmi subito dopo il lavoro?”

“E quello me lo chiami lavoro?”

“Per te, come si definisce un’attività che viene svolta unicament eperché in cambio si ricevono dei soldi?”

“Ma come, fino a nemmeno un mese fa ti dicevi entusiasta del tuo spettacolino. Cos’è, gli affari cominciano ad anadre male?”

“Finché la massa resterà così com’è, cioè rozza e spaventata, lavori come il mio non potranno che andare più che bene. Il fatto è che mi annoio terribilmente. I soldi, come il sesso, come qualsiasi altra cosa, non contano poi molto, almeno finché ce n’è in abbonadanza… Comunque, il motivo?”

“Che motivo?”

“Il motivo per il quale hai chiamato, Wayne!”

“Giusto, giusto.”

“Il motivo è che abbiamo organizzato una festa qui da Peter per inaugurare la sua nuova casa.”

“Una baracca galleggiante può essere chiamata casa?”

“Ma va, guarda che non è messa poi così male, certo bisogna lavorarci ancora un po’, però…”

“E per quando sarebbe?”

“E’ per stasera.”

“Per stasera ho già un altro appuntamento. Dirlo prima, no?”

“Dai porta anche lui…”

“Chi ti dice che sia un lui?”

“Allora porta anche lei, dai, ci saranno tutti.”

“A che ora?”

“Dalle 10:30 in poi.”

“Mmmh… va bene ci vengo. Molo 72, giusto?”

“Perfetto.”

“Niente è perfetto. A dopo.”

Non appena rientrò in casa, Patience Phillips preparò la vasca idromassaggio, si spogliò, ma non appena mise il primo piede nell’acqua scossa come da una scarica elettrica, si bloccò, come in trance tornò nella camera da letto, frugò nel cassetto più in basso del comodino tra il letto e la finestra, ne estrasse una vecchia Remington, ci infilò un caricatore si sedette sul bordo del letto appoggio la bocca gelida della pistola alla tempie e fece fuoco. Morì. Resucitò. Fece di nuovo esplodere un colpo, sempre alla testa. Rimorì. Riresuscitò. Per sei volte premette il grilletto poi, finti i colpi disponibili, si gettò la pistola alle spalle, e come se nulla fosse, pensando solo sì, ci si stanca anche di questo, salì sul davanzale della finsetra, chiuse gli occhi e si lascio andare incontro al traffico congestionato.

“Che cazzo fai, Parker?!?”

“Volevo assicurarmi che saresti venuta al mio party…”

“Stai violando il mio diritto a farmi fuori.”

“E’ arrivato il momento che tu mi renda il favore che mi devi.”

“Appena atterriamo ti taglio la testa.”

“Appena torniamo su, vorresti dire. Con quelle cicatrici sei impresentabile.”

“Ti ammazzo!”

“Dai andiamo, così ti spiego…”

“Ti distruggo! Bastardo maledetto, ti distruggo!”

“Come dice il mio maestro di decoupage: sì, sì les jeux sont fucking faits.”

Oliver Twisted.

CATWOMAN Vs CATWOMAN di Oliver Twisted in Nihilismi#0