Chi ha ucciso Pippa Bacca?

D’arte si può morire.

Dal 1993 circa esistono i Darwin Awards. Per chi non lo sapesse il “premio Darwin” è un titolo simbolico che viene assegnato a chi, rendendo impossibile la propria procreazione (morendo o rendendosi sterile) in un modo decisamente stupido, viene riconosciuto il merito di aver contribuito a migliorare il pool genetico dell’essere umano.

I Darwin Awards partono dal presupposto che morire in modo stupido (o rendersi sterili) in un certo senso faccia parte di quella selezione naturale, atta a generare uomini e donne più intelligenti. In poche parole, se muori da deficente, vuol dire che non sei abbastanza sveglio per vivere in questo mondo ed è molto probabile che passerai un po’ della tua idiozia ai tuoi figli e così via…

A me viene in mente, per esempio, quel tizio che per truffare l’assicurazione e incassarne il premio milionario, chiese al cugino di amputargli una gamba con una motosega. Al primo contatto dell’arnese sulla coscia, l’arteria femorale ha ceduto dando origine ad un’emorragia a spruzzo, che ne ha determinato il dissanguamento e l’inevitabile morte nell’arco di pochi minuti.

Questo è un modo veramente stupido per morire.

Parliamo invece di Pippa Bacca, pseudonimo di Giuseppina Pasqualino di Marineo, nata a Milano nel 1974 e morta in Turchia all’età di 33 anni.

Da Wikipedia:

Pippa Bacca è morta tragicamente durante la performance itinerante Spose in Viaggio, con cui si proponeva di attraversare, in autostop, 11 paesi teatro di conflitti armati, vestendo un abito da sposa, per promuovere la pace e la fiducia nel prossimo.

Per “tragicamente” s’intende che è stata violentata e uccisa da un turco che le stava dando un passaggio.

Pippa Bacca, di nobili origini (nipote di Piero Manzoni, artista-conte pronipote di Alessandro Manzoni, famoso per la “Merda d’artista”), dal 1997 aveva deciso di dichiararsi artista performativa e faceva cose tipo prendere delle foglie e ritagliarci delle figure (“La stanza di Verzura”) o prendere delle foglie e metterle in un quadretto (“Surgical Mutation”) o ritagliare pagine di giornale, blister di farmaci, rullini e banconote a forma di omino (“Il ventre dell’Architetto”), ritagliare la sagoma del mondo e appiccicarlo sul soffitto (“Non calpestate l’Africa”)… insomma Pippa Bacca era una che ritagliava delle cose, proprio come fanno i bambini a cui si danno delle forbici in mano.

Potrebbe sembrare che Pippa Bacca, artista armata di forbici con la punta arrotondata per non farsi male, abbia avuto la disgrazia di nascere in una famiglia di artisti e provocatori, che non hanno mai avuto il coraggio di dirle che il suo grande progetto artistico e sociale “Spose in viaggio”, non solo era una cazzata, ma era addirittura pericoloso. Ma forse non è così…

Dal sito del progetto artistico leggiamo:

«Viaggiare con mezzi poveri mette in relazione il viaggiatore con la popolazione locale; viaggiare in autostop, fa sì che uno straniero si metta nelle mani di altri viaggiatori, ma ancora piu spesso dei locali o di chi dello spostamento ha fatto il suo mestiere. La scelta del viaggio in autostop è una scelta di fiducia negli altri esseri umani, e l’uomo, come un piccolo dio premia chi ha fede in lui.»

Il punto è che il mondo è un posto di merda, violento ed ingiusto, e i nobili presupposti della nobile Pippa purtroppo, si sono scontrati con la bestialità dell’animale-uomo.

Murat Karatash, il trenottenne turco che l’ha violentata, uccisa e poi ha cercato di far sparire il corpo, evidentemente non aveva quella sensibilità artistisca tale da comprendere il concetto che legittimava quella nobildonna italiana, vestita da sposa, a girare sola in autostop in terra straniera e a lavare i piedi alle vecchiette (facendosi fotografare, moderna Maddalena).

Il maschio ha visto solo una donna, no… anzi, una femmina sola, sorridente e bendisposta nei confronti del mondo e la stolta, indisponente e autolesionistica fiducia nel prossimo di Pippa, è stata pagata nel peggiore dei modi.

E non importa quanto tu possa credere che il cianuro non sia velenoso, perché per quanto forte possa essere la tua convinzione, se lo berrai per dimostrare al mondo che hai ragione, morirai lo stesso come un pirla.

Dal sito leggiamo ancora:

«I vestiti sono stati realizzati […] con fibre naturali che ne agevolano il lavaggio. Questi tessuti rispettano idealmente l’incontro con la natura, favoriscono la traspirazione con l’esterno e quindi simbolicamente agevolano l’incontro tra anime. […]Gli abiti sono stati realizzati in 2 copie, l’una delle quali resterà in Italia, intonsa , mentre l’altra viaggerà con le artiste e diverrà una vera e propria opera in progress che subirà numerose evoluzioni durante il corso del viaggio, diventando poi motivo di confronto e riflessione con gli abiti originari al loro ritorno, durante una mostra »

Il sito “Brides on Tour”, che non è mai stato oscurato, riporta ancora tutto l’entusiasmo e l’aspettativa per questo “sogno ambizioso e poetico”, risultando involontariamente amaro e ridicolo allo stesso tempo. Perchè qui finisce la storia triste e stupida di Pippa, psudo-artista violentata ed uccisa in un paese straniero, ma inizia lo schifo, ciò che dovebbe farvi sentire per forza di cose migliori di certa gente. Quale? I nobili o pseudo-nobili, artistoidi o pseudo-artistoidi snob milanesi, che cascano dal pero.

L’autostop pericoloso? Ma no! Un modo trasgressivo ed ultra-chic per viaggiare! Brrr. L’adrenalina!

«Abbiamo optato per questo modo di viaggiare perché presuppone una scelta di fiducia nel prossimo che ti permette di entrare in contatto diretto con le persone del luogo. Perché è un mezzo lento e senza mediazioni economiche» disse Silvia Moro, compagna di viaggio di Pippa, a cui i soldi (e le relative mediazioni economiche) sembra facciano schifo.

Il cadavere non era ancora stato spedito in Italia, che la madre di Pippa (Elena Manzoni, sorella di Piero) aveva già organizzato una mostra per esporre l’abito da sposa insanguinato…e allora HO CAPITO TUTTO.

Ho inziato questo pezzo parlando dei Darwin Awards, perché se esistono modi stupidi di morire e altresì vero, che esistono anche motivazioni stupide per cui vivere.

Credo infatti che la povera Pippa, sia stata concepita, partorita e cresciuta in una campana di vetro (affinché non vedesse le brutture del mondo), motivata ed illusa di un talento artistico inesistente, convinta a partire per quel folle viaggio e infine sacrificata all’altare dell’arte. O della presunta arte, dei presunti artisti col sangue blé, che davvero non sanno più che cosa far per épater la bourgeoisie, cioè loro stessi tra un aperitivo ed un vernissage.

Alcune scene del funerale-festa (perché lei avrebbe voluto così)…

Silvia Moro, ad una giornalista della Repubblica, oltre a raccontare che sulla strada venivano scambiate per due angeli e non riuscire mai ad ammettere, almeno in minima parte, che si erano comunque sottoposte ad un rischio per futili motivi, tratta l’uccisione stessa di Pippa come un contributo inaspettato al loro progetto e dice:

«Pippa ci ha lasciato qui ora con molti quesiti, in questo indiscutibile dolore, sorprendendoci per come, suo malgrado, stia assolvendo al ruolo di artista che, destabilizzando le nostre certezze, ci spinge violentemente a chiederci che cosa sia arte, che cosa sia vita e che cosa sia pace. E ci lascia il compito di non arrenderci alle forti contraddizioni che il vivere stesso ci presenta” »

Suo malgrado??? Cazzo, è MORTA in un modo orribile!

Ed è come se il progetto di Pippa fosse stato legittimato dalla sua morte e, sulla sua morte, altri artisti ci hanno costruito dei castelli delle fate.

Jean Van Daele, coreografo olandese, c’ha fatto un balletto.

Bingol Elmas, artista turca di 33 anni, ha deciso di proseguire il viaggio di Pippa, ma vestita a lutto.

Anche Silvia Moro aveva deciso di proseguire il viaggio per portare a termine il progetto “che non può essere fermato da un mostro”, ma di lei si sono perse le tracce.

Alda Merini, a Pippa, c’ha dedicato pure una poesia.

A Pippa

  Abito bianco

  per andare a nozze con la tua morte

  e con quella di noi tutti

  Ti sei vestita di bianco

  ma siccome la tua anima mi sente

  ti vorrei dire che la morte

  non ha la faccia della violenza

  ma che è come un sospiro di madre

  che viene a prenderti dalla culla

  con mano leggera

  Non so cosa dirti

  io non credo nella

  bontà della gente

  ho già sperimentato tanto dolore

  ma è come se vedessi la mia anima

  vestita a nozze

  che scappa dal mondo

  per non gridare.