La classifica delle salme fotogeniche

Dieci suggerimenti moda per un decesso very glamour

Di R. Fiore

CORPSE10) Augusto Pinochet. Beniamina di certi poliziotti italiani, questa salma non si è mai distinta per la sua cordialità. Una personalità piena di idiosincrasie e di tutti i peggiori vezzi da prima donna che, diciamolo francamente, hanno stancato già dall’immediato dopo Greta Garbo. Alle esequie si è presentato con un vetro sulla faccia. In rapida discesa. Bye bye!

 che guevara

9) ErnestoChe Guevara. Se John Lennon l’aveva fatta fuori dal vaso dicendo di voler diventare più famoso di Gesù, la scelta di farsi raffigurare come il “Cristo Morto” del Mantegna è una rovinosa caduta di stile del quasi sempre impeccabile Che. Un personaggio in calo di popolarità in una posa pretenziosa. In lenta ma inesorabile discesa.

 micheal8) Michael Jackson Sicuramente la più pimpante fra le salme nella top ten di questa settimana. La si vede cantare e danzare in uno stato di conservazione tutto sommato buono nel bellissimo “This is it”. Aveva ancora molto da dare ai suoi fans e alla danza, nonostante ad ogni giravolta volasse via qualche pezzo. Il pene, distaccatosi accidentalmente mentre agitava il pacco a tempo è stato battuto all’asta da una famosa casa newyorchese. Ad aggiudicarselo per la cifra di 56 milioni di dollari un ricco magnate della finanza russo. Stabile.

lenindeath27) Vladimir Il’ič Ul’janov per gli amici Lenin. Cosa si può dire su questa salma che non sia già stato detto da Oliviero Diliberto? Stabile a metà classifica da decenni, non riusciamo a liberarcene come un cartone di vecchie riviste che non leggiamo da anni, ma che non ci decidiamo a buttare o vestiti smessi comprati due mesi fa e poi passati di moda. I più complottisti fra i soliti beninformati avanzano l’ipotesi che la salma che abbiamo conosciuto ed amato in realtà sia una statua di cera. Potrebbe, a sorpresa e nonostante questo, rivelarsi un leader del Partito Democratico molto più credibile di quelli visti fino ad ora! Quando riesumano Veltroni sale sempre di un paio di posizioni.

mussolini6) Benito Mussolini. Semplicemente l’uomo che insegnò agli italiani di terra, di mare e dell’aria (?!) la pratica della body suspension. Una salma la cui popolarità è ultimamente in rapida salita.

5) Aldo Moro In una cattiva vignetta de “Il male” l’ex segretario della DC inginocchiato davanti alla bandiera con lo stellone, si scusava per la propria caduta di stile. In realtà stava dando alla luce il radical chic italiano. Un richiamo fuori dai ranghi per l’alta borghesia molto più potente di quello di Joe Strummer (E senza errori di ortografia): i ricchi punkabbestia da sabato pomeriggio, senza neppure saperlo, devono tutto a questa icona dal fascino scarmigliato. Uno scatto che è pietra fondante di tutta l’estetica di quella sinistradestra che dagli anni Ottanta in poi, sempre più peso avrà per la nascita ed il consolidamento del Pensiero Unico Dominante. A dire il vero però la classe non l’ha mai abbandonato: con la lungimiranza, il buon gusto – di quando “borghese” non era un insulto – e la sobrietà di chi signore è nato, ha legato indissolubilmente la propria immagine all’auto che rappresenta tuttora il massimo insuperato del design automobilistico popolare anni Settanta. La sua salma è ricordata con tanto affetto anche per questa fortunata joint venture.morte aldo_moro

 

4)Mu’ammar Geddafi: Ovvero il Gheddafi che non ti aspetti. Troppo frettolosamente definito da una critica più attenta alle cattive frequentazioni e all’abbigliamento come attore di fiction da strapazzo degno al massimo del Bagaglino, Mu’ammar Gheddafi si è rifatto col suo primo lungometraggio di cui non solo è protagonista ma anche sceneggiatore e produttore. “La cattura” è un film molto radicale, che facendosi beffe dell’autocensura e del politicamente corretto riporta il gore a livelli che non si vedono nel cinema occidentale dai tempi di “La macellazione di Gesù” di Mel Gibson. Tacciato superficialmente di essere un mockumentary adolescenziale post “Blair witch Project” la pellicola in realtà è una grande dichiarazione d’amore per il cinema italiano anni Settanta, in particolare Lucio Fulci, omaggiato a più riprese con citazioni ben precise (il primo piano dell’occhio trafitto). GRAPHIC CONTENT Libyans take pictures wConvincente nel ruolo di un ex dittatore caduto in disgrazia abbandonato al suo destino dai suoi migliori amici – memorabile il flashback nella tenda con il “regalo” di Berlusconi che richiama chiaramente il grottesco iperrealismo di Marco Ferreri – la sua interpretazione si fa ricordare per la grande forza espressiva, che certifica l’avvenuta maturazione del Gheddafi attore. Per ovvi motivi questo piccolo capolavoro, ingiustamente dimenticato e penalizzato dalla distribuzione, è diventato una sorta di testamento artistico per una figura che aveva ancora molto da dire, tanto al cinema quanto alla Corte Internazionale per i Diritti dell’Uomo. Quando si dice genio e sregolatezza.

padrepio3) Padre Pio. Quando il kitsch diventa cifra stilistica. Quando il cattivo gusto è spinto talmente al limite da diventare chic. Come e più dell’ultimo Elvis, Padre Pio ha scardinato ogni regola del buongusto. È grazie a Pio, se ora San Giovanni Rotondo, ha la sua Las Vegas. Un ecomostro imbottito d’oro come neanche la più pacchiana delle ville dei camorristi è mai riuscita ad osare. Una bruttura apparentemente senza logica che apre nuove frontiere all’architettura. Per la prima volta l’orrido non è involontario ma prepotentemente ricercato, lo si chiamerà irrazionalismo italiano, ma saranno necessari degli anni. Pio non si è smentito neanche quando ci ha lasciato, facendosi vendere a tranci ai numerosi visitatori che si accalcavano per banchettare sul suo corpo, dimostrando, con un’umiltà che molti artisti concettuali molto meno sofisticati di lui non hanno che se lui è trash, noi di certo non siamo da meno. Fra i tanti a tributarli i giusti, benché tardivi onori, John Waters. In discesa.

2) GesùUn nome da calciatore brasiliano ed una faccia da surfista californiano che è già icona, tanto pervasiva da diventare logo. Molto prima delle serigrafie di Warhol e le ballerine di Aphex Twin! È e rimane un capolavoro di marketing, benché costruito su un falso storico. Ai fans infatti non importa affatto che Gesù non avesse né la qualità musicale, né la presenza scenica dei Pistols, né che gran parte della farina venisse dal sacco del produttore Phil Spector (tralasciando completamente la disastrosa parentesi cinematografica, solo Elvis è riuscito a fare di peggio). Un personaggio finito nel mito per meriti che esulano dalle sua capacità artistiche, in verità assai modeste – un destino comune a molti belli morti prematuramente, vedasi il caso di James Dean. Il suo lascito va cercato altrove: è stato l’indossatore che ha reinventato completamente il concetto di Sindone, portando per la prima volta in passerella il sudario confezionato con tessuti decorati, con la stampa del viso di chi lo indossa, un’idea apparentemente semplice eppure geniale che, solo chi ha una personalità talmente forte da sopravvivere alle proprie spoglie mortali, poteva avere! Non “un” cadavere, ma “IL” cadavere; oppure nel lavoro tuttora avanguardistico fatto sul corpo. La carne che diventa immagine che diventa prodotto. La chiamano transustanziazione. Di qui passeranno tutti, da Malcom McLaren a David Bowie, dalle Spice Girls a Lady Gaga. In leggera discesa.

In vetta svetta…Giovanni Paolo II !!!

Il mondo piange Giovanni Paolo II, domani salma a S.PietroÈ indubbiamente lui, la salma del momento. Riletti oggi i suoi comportamenti misogini e le sue esternazioni omofobe fanno quasi sorridere – e le insulse provocazioni filonaziste alla Sid Vicious di Benedetto XVI erano ancora ben lontane-, ma bisogna entrare nello spirito dei tempi, erano cose che facevano davvero scalpore, anche e soprattutto all’interno dell’ambiente punk-hardcore politicizzato dell’epoca dal quale Giovanni Paolo (nato Karol Wojtila e ribattezzato Giovanni Paolo II, dal chitarrista della sua band dell’epoca, pochi minuti prima di salire sul palco per il primo concerto) proveniva. Una vita ed un successo che sono un insulto ad una società sempre più anestetizzata dal politically correct. Letti organicamente le liriche e gli scritti di G.P. II sono provocazioni molto più sottili del banale «Voglio essere il tuo cane» di Iggy Pop o dell’esplicito «Per favore ammazzatemi» di Richard Hell. Quello, che per una vita, ha chiesto a gran voce ad una società, che preferisce odiare chi mangia merda come G.G. Allin, piuttosto che riflettere un minuto sulla frase «Cos’altro devo dire per farmi odiare?», è rimasto inascoltato. La critica (A parte quella turca) sembra non aver capito le vere intenzioni di questa figura, a partire dall’unico disco in studio registrato da questo performer. Troppo facile descriverlo come un flop, troppo semplicistico definirlo come un disco inutile che non restituisce l’impatto che la band di Giovanni Paolo II aveva nei concerti.  A G.P. non interessava che i suoi fans potessero sbattere la testa nelle loro camerette, l’artista sentiva che era ora di veicolare in maniera più compiuta il proprio messaggio, andando oltre i testi delle canzoni che potevano troppo facilmente essere ridotti a slogan. papa_salma_0304E’ un disco de reading, per certi versi simile a quelli contemporanei di Jello Biafra ed Henry Rollins e ad un ascolto attento si ha l’impressione che tutto quello che è finito nei solchi sia fortemente voluto, che G.P. II abbia voluto testardamente fare tutto quello che non ci si aspettava da lui (A partire dall’omaggio agli Abba del titolo in netto anticipi su tutto il recupero della disco degli anni successivi), come estromettere quasi completamente la strumentazione rock dai suoni del disco, adottando sonorità eteree ed ovattate tipo i primi Psychic T.V. che stridono con la recitazione arcigna alla Burroughs ed i cori gregoriani che danno a tutto il disco un’inquietante coloritura esoterica fino all’uso del latino che riannoda i fili con la parte più situazionista del movimento punk  e si riappacifica con Derek Jarman. A conti fatti “Abba Pater” è un finto manufatto new age beffardo quanto ben confezionato che anticipa tutta la produzione ambient di Burzum. Un cavallo di Troia che ha portato uno dei dischi più sovversivi degli ultimi tempi a dividere lo scaffale dei compact disc con Andrea Bocelli e Celine Dion nelle case della classe media. Le polemiche su una beatificazione tanto frettolosa e una santificazione che procede inesorabile come un carro armato israeliano nella striscia di Gaza ben carburata da miracoli costruiti ad arte li lasciamo alle solite malelingue, come anche le critiche velenose sulle sue frequentazioni quanto meno discutibili (Vedi alla posizione n. 10) o sul fatto che il suo pontificato sia stato un paradiso per i preti pedofili. La beatificazione di Giovanni Paolo II è come vincere la finale dei mondiali con un rigore inesistente. Sono tutti contenti ed è subito POO POPPO’ POPPO POOOO PO (o se preferite SA-NTO SUBITO!).