NIHILISMI#3

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NIHILSIMI#3

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Hiroyuki Tsukamoto parlando con un amico, bevendo birra e ascoltando musica ad un concerto, ha capito che l’apocalisse è dentro di noi.

Ci piace immaginare la fine del mondo. Giocare con la paura. Immaginare il proprio funerale. O scenari terribili ed apocalittici. Accadimenti tanto estremi da distruggere l’oggi, lo status quo e la prassi del vivere quotidiano. Doversi mettersi in discussione, facendo tabula rasa di ciò che siamo abituati a concepire come normale. RESET. Perché quello che c’è, forse, è come un computer infetto. Spegni, riaccendi e vedi cosa succede.

In un pianeta lontano è vietato il multitasking, nel bar sotto casa si vive in pace ed armonia carceraria e poi c’è un futuro (o forse è il presente) in cui siamo tutti connessi e si alzano le mani al cielo e si dice: «Voglio essere intercettato, perché non ho nulla da nascondere». Passi dunque l’occhio di vetro che scruta le nostre strade e l’algoritma che fiuta le nostre tastiere. Se meno libertà vuol dire più sicurezza. Se meno diritti vuol dire più lavoro, l’azienda di bandiera che produce macchine e pericolosi precedenti, non teme nemici. C’è un qui e ora che non è qui e non è ora, è in una dimensione parallela forse. Un al di là in cui un gatto selvaggio dà inizio ad una rivolta in cui il combattere è qualcosa d’infettivo e virale.

Nei fumetti con gli zombie i protagonisti sono i vivi che devono sopravvivere in un mondo in cui i morti camminano. E se non si possono piangere i morti, perché ci mangiano e c’infettano, allora il nostro concetto di morte deve essere messo in discussione. Così come quello di vita, di violenza, di resistenza. Le storie di zombie sono storie di resistenza, come quella della sabotatrice senza nome protagonista ed io narrante di Milano Antartica, in cui la guerra ha ridisegnato la geografia stessa della città. Missili al posto dei parchi, in un sistema in cui il mito del progresso, delle grandi opere e del lavoro a tutti i costi rende folli e ciechi. Non c’è progresso senza sviluppo, dicono. Non c’è benessere senza crescita economica e allora bisogna distruggere e ricostruire, distruggere e ricostruire in mondo di imprenditori che ridono al telefono, pensando alla ricostruzione di una città distrutta dal sisma.

Hiroyuki Tsukamoto pensa che questa concezione di progresso, sia come immaginare un uomo che non smette mai di crescere. L’eterna pubertà di un mostro senza maturità o saggezza. Senza morte, come androide o zombie. O un bambino che non cresce mai perché ogni volta che qualcosa va storto, una mamma distratta decide di rifare tutto da capo. RESET. Come il tasto che schiaccia Dio, per correggere l’errore-uomo nella prima parte di un lungo racconto ispirato da un documentario di History Channel intitolato “Life After People” .

Tutto ruota attorno a questo. Destrutturare i concetti. Concepire se stessi durante un afoso temporale estivo e morire. TURN OFF.

INDICE

Pag. 3 – LA STORIA DELLA MORTE DEL MULTITASKING SUL PIANETA PELLUCIDON COME TRAMANDATA DAI SAVI DELL’UNIVERSO di Joe Arden / Pag. 5 – PEOPLE WITHOUT FACEBOOK ARE SUSPICIOUS di Tȟašúŋke Witkó / Pag. 7 – MARCHIONNE DEVE MORIRE di J.B. Fletcher / Pag. 12 – RIFLESSIONI FANTANUCLEARI SULLA PROVINCIA di Ninetta Bagarella / Pag. 14 – RESET: PETS WITHOUT HUMANS di J.B. Fletcher / Pag. 18 – GLI UOMINI CON LA CODA di Rufus Sentimental / Pag. 21 – CLON-O-MATIC di Acid JackFlashed / Pag. 24 – MILANO ANTARTICA di Kalashnicov Collective e J.B. Fletcher / Pag. 27 – UNITED WORLD ZOMBIE! (Kalashnikov Collective) + VILIPENDIO ALLA COSTITUZIONE (DELLA REPUBBLICA DECOMPOSTA) ITALIANA di J.B. Fletcher / Pag. 33 – RORSCHACH di Roman Polase / Pag. 34 – ANDROIDOTTI di Kyle Reese

IN DISTRIBUZIONE DAL 13 APRILE E POI TUTTE LE DOMENICHE DURANTE LE PROIEZIONI DI DOMENICA UNCUT.

 

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