Vilipendio alla Costituzione (della Repubblica Decomposta) Italiana

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PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1.

L’Italia è una Repubblica Decomposta, fondata sulla morte.

La sovranità appartiene ai vermi, che la esercitano nelle forme e nei limiti della Decomposizione.

Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili del cadavere, sia come singolo sia nei branchi selvaggi ove si svolge la sua bestialità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di violenza politica, cannibale e amorale.

Art. 3.

Tutti i cadaveri hanno pari oscenità morale e sono eguali davanti all’Oscura Signora, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di perversione, di devianze psicologiche e sociali.

È compito della Morte rimuovere gli ostacoli di ordine naturale e scientifico, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei vivi, per ottenere l’annichilimento della persona umana. La soluzione è dunque l’effettiva macellazione di tutti i non-morti al fine dell’assoggettamento politico, bellico ed etico del Paese.

Art. 4.

La Morte riconosce a tutti i moribondi il diritto all’eutanasia e promuove le condizioni che rendano inevitabile la resurrezione sotto forma di zombie .

Ogni cadavere ha il dovere di decomporsi, secondo la propria caducità e la propria marcescenza, in modo da concorrere al decadimento materiale o spirituale della società.

Art. 5.

La Morte, una e inevitabile, riconosce e promuove gli egoismi e il cannibalismo; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più empio non coinvolgimento morale; ignora i principi ed i metodi della sua legislazione per le esigenze della guerra e della distruzione.

Art. 6.

La Morte reprime con appositi morbi e malattie le resistenze e i moti insorgenti dei vivi.

Art. 7.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, complici e carnefici.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, se imposte dalla Chiesa, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Art. 8.

Tutte le altre confessioni religiose sono egualmente ignorate dalla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di autodistruggersi secondo i propri valori e tradizioni, prima che ci pensi l’ordine nucleare italiano.

I loro rapporti con lo Stato vengono abortiti per legge sulla base di abusi e soprusi, da parte delle relative rappresentanze.

Art. 9.

La Morte pone fine all’agonia – finalmente – della cultura e della ricerca scientifica e tecnica.

Distrugge il paesaggio e il mercimonio storico e artistico attraverso la Decomposizione.

Art. 10.

L’ordine nucleare italiano si conforma alle norme dell’assenza di diritto universalmente accettata.

La condizione ferale del cadavere è regolata dalla fame, in opposizione alle norme etiche e morali dei vivi.

Il vivo, nel caso si opponga ad essere soppresso, ha diritto ad assistere allo sterminio di tutti i suoi parenti prossimi, compresi gli infanti e i bambini che vanno all’asilo.

Non è ammessa la resurrezione al cadavere che, in vita, si era macchiato di reati politici.

Art. 11.

L’Italia glorifica la guerra, igiene del mondo, in quanto strumento di offesa alla vita e mezzo di sterminio delle masse brulicanti di vivi; ripudia, in condizioni di disparità con gli altri Stati, qualsiasi forma di limitazione alla propria forza e crudeltà, necessarie ad un assoggettamento del debole che assicuri il trionfo della miseria e dell’odio fra i superstiti; promuove e favorisce i genocidi, i pogrom, gli stupri etnici, le decimazioni, le fucilazioni di massa, il bombardamento nucleare, l’inquinamento delle risorse idriche e il revisionismo storico se rivolti a tale scopo.

Art. 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde decomposizione, bianco cadavere e rosso sangue, a tre bande verticali come sbarre di una prigione da cui non è possibile uscire vivi.