Milano Antartica

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Conflict Prevention

Questa mattina mi ha svegliato il canto di un cucù, ho indossato la mia vestaglia di seta nera cinese e ho imbracciato il fucile.

 Ho bussato tre volte sulla parete della mia camera e ho allertato la mia vicina. Lei ha una bambina piccola e sa cosa deve fare in questa situazione: prenderla in braccio e scappare nelle cantine e così come lei, tutte le donne troppo vecchie o troppo malate per combattere.

La guerra riporta le cose ad una condizione marziale e crudele. La legge del più forte azzera la differenza di genere e stato sociale. Hai un fucile? Sai usarlo? Sei dei nostri. E non importa se prima di tutto questo avevi un lavoro creativo o collezionavi master dai titoli anglosassoni. Non importa se sei stato mio nemico. È stata una donna in divisa ad insegnarci a sparare. Era il vigile del quartiere. Quelli che erano i suoi colleghi poi, l’hanno ammazzata. «Disonori la divisa, puttana» le hanno detto.

Puttana.

Prima di tutto questo eravamo nude su un cartellone pubblicitario. Eravamo imbarazzate per pruriti e odori intimi. Eravamo madri instancabili. Vendevamo nastro adesivo e tariffe telefoniche in bikini. Eravamo donne. Ora non lo siamo più. Siamo guerrieri.

Peace Making

Era dalla prima Guerra del Golfo che non si ricorreva all’arruolamento obbligatorio. Un decreto legge emanato e approvato senza il minimo spettro di democrazia o legittimazione popolare – data la gravità della situazione – ha fatto sì che venisse abrogata la Legge Martino del 2004.

Milano costa antarticaOggi, a settant’anni da quella legge, la leva è di nuovo obbligatoria e i disertori hanno ricominciato a popolare i boschi in periferia e i tunnel della metropolitana deserta. Sono stati soppressi tutti mezzi pubblici, sede di possibili assembramenti di donne, dissidenti e insofferenti.

Gli uomini sono in guerra. Le donne sono rimaste in città.

La miope ed ottusa classe dirigente che governa il Paese, non si è fermata a pensare se fosse stato il caso, o meno, di estendere l’arruolamento obbligatorio anche alle donne. Oltre cento anni di falsi miti pubblici e violenza privata taciuta, ci avevano riportato ad una condizione di oscena invisibilità. E mai mi sarei immaginata di dover ringraziare la mercificazione del corpo, la cultura misogina e patriarcale, gli errori del femminismo antico e moderno per avermi reso apparentemente inoffensiva agli occhi di un potere mantenuto ed esercitato di uomini stupidi.

Se questo Paese avesse avuto una concezione diversa di noi, ora sarei in guerra. Ora imbraccerei un fucile e sparerei contro un mio simile con una divisa di colore diverso. Ora, forse, sarei morta di freddo in questa Milano Antartica post-nucleare.

Da “Milano Antartica” di J. B. Fletcher e Kalshnikov Collective su Nihilismi#3